La vera amicizia consiste nel poter rivelare all’altro la verità del cuore

di Martina Andrisani (CP Leoni)

La pattuglia Leoni del Reparto Hogwarts il 12/05/2018 alle 16:00 del pomeriggio si è recata a Sava presso il Santuario Madonna di Pasano per dare inizio a quella che sarebbe stata una avventurosa impresa di pattuglia! Noi della pattuglia avevamo deciso precedentemente che la costruzione da fare sarebbe stata quella della zattera, ci intrigava l’idea di poterla provare una volta finita, ma purtroppo per vari problemi tecnici non ci è stato possibile ormeggiare subito la costruzione che verrà provata domenica 19/05/2018 in Batteria Cattaneo.

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Una volta arrivati sul posto ci siamo messi subito al lavoro urlando il nostro grido per poi avviarci in cortile per iniziare a montare il rifugio che avremmo utilizzato quella notte e poi abbiamo iniziato una divertentissima partita a roverino per divertirci un po’ prima di iniziare a lavorare, una volta finito siamo corsi a prendere i pali, cordini e bidoni per iniziare a costruire.

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Inizialmente abbiamo pensato di attaccare alla zattera sei bidoni ma per questioni tecniche ne abbiamo utilizzati solo quattro, iniziando subito a fare 4 legature quadre nel quadrato esteriore abbiamo bloccato la costruzione e poi siamo andati via via a fare le altre legature.

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Inizialmente abbiamo girato la zattera per permettere hai bidoni di andare sotto i pali e di non fuoriuscire dagli spazi che avevamo calcolato antecedentemente.

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Una volta fissati i pali con le legature abbiamo incominciato a sistemare i bidoni e a legarli, purtroppo si erano fatte le 21:00 e abbiamo dovuto smettere di lavorare a casa del troppo buio, ci siamo messi a mangiare la nostra cena al sacco e una volta finito via al gioco notturno!

Noi capi pattuglia siamo partiti in una data direzione muniti di una lanterna cieca accesa e di un fischietto. Dopo due minuti il resto della Pattuglia o del Reparto sono partiti alla nostra ricerca. Il portatore della lanterna (io) dovevo mostrare la luce brevemente almeno ogni minuto, nascondendola per il resto del tempo. Aldo invece alternava il fischio del fischietto. Gabriele che era senza lanterna ci aiutava a cercare posti dove nasconderci. Ambedue potevamo essere catturati (presa a tocco). Abbiamo scelto questo gioco a scopo di allenare la vista , l’udito e la stima delle distanze di notte.

Appena finito il gioco notturno ci siamo riuniti vicino i nostri rifugi e abbiamo iniziato la nostra veglia di pattuglia, stesi a pancia all’aria a guardare le stelle abbiamo riflettuto su una metafora descritta in una storia che ho letto.

Un ragazzo mostrava a tutti il suo cuore e si vantava di averlo liscio e senza alcun graffio mentre un vecchietto gli mostrò il suo pieno di parti mancanti e parti in cui erano stati aggiunti pezzi, il giovane quando guardò il cuore del vecchio scoppiò a ridere e iniziò ad insultarlo ma il vecchietto gli disse: ‘’ ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel’ho dato, e spesso ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi – e così ho qualche bitorzolo, a cui sono affezionato, però: ciascuno mi ricorda l’amore che ho condiviso. Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo ti spiega le voragini. Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l’amore che provo anche per queste persone.. e chissà? Forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi, adesso, che cosa sia la VERA bellezza?” Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e glie l’offrì con le mani che tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo. Il giovane guardò il suo cuore, che non era più “il cuore più bello del mondo”, eppure lo trovava più meraviglioso che mai: perché l’amore del vecchio ora scorreva dentro di lui.

Abbiamo ragionato su questa storia e da ognuno di noi è venuto fuori che non ci sentivamo accettati non solo dal mondo esteriore ma soprattutto da noi stessi ma là dove siamo, là come siamo, con la nostra gioia, felicità, con il nostro dolore. L’umanità intera ha bisogno di noi perché siamo unici e insostituibili.

Una volta finita la veglia ci siamo cambiati, messi sotto i sacchi a pelo, dati la buona notte e crollati dalla stanchezza con il sorriso sulle labbra, ho pensato che se non ci fossero loro con me probabilmente non avrei capito cosa è davvero l’amicizia, il mio cuore sarebbe più arido e non ci sarebbe luce nel mio corpo perché loro mi sostengono e io sostengo loro come una vera famiglia perché siamo legati da qualcosa di forte e indescrivibile, siamo ragazzi e siamo pegni di sogni che non ci fanno dormire, ed è giusto così.

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Il giorno dopo appena svegli ci siamo lavati e siamo corsi a fare colazione per poi riprendere il lavoro con la zattera, abbiamo aggiunto due sedute fatte con le corde arrotolate intorno ai pali, ci siamo anche fatti tante foto per commemorare il tutto. La zattera era finita!

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Non ci potevamo credere eravamo più che felici nel vedere che ci eravamo riusciti! L’avevamo fatto insieme e uniti e ne era uscita una cosa meravigliosa.

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Dopo abbiamo ripreso con le nostre attività fino ad arrivare al pranzo dove abbiamo mangiato con foga tutto quello che c’era di commestibile! Dopo pranzo ci siamo riposati un po’ e poi io , Federica e Andrea siamo andati a pulire il bagno, una volta finito abbiamo smontato zattera , rifugio e soprattutto abbiamo messo apposto perfettamente tutti i materiali per poi continuare con le nostre attività di pattuglia come il gioco con i colori a dita in cui ci siamo divertiti un mondo!

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Alle 17:30 i nostri genitori ci sono venuti a prendere e raccolti zaini, borracce e cappelloni ci siamo infilati dentro le macchina dopo ovviamente aver chiuso con il nostro grido di pattuglia. Nonostante fossimo stanchi e sfiniti siamo tornati a casa sorridenti e felici perché con la giusta forza ci si riesce a dare la carica a vicenda anche con un sorriso, pronti per una nuova giornata!