Sila, il Gran Bosco d’Italia

Campo di sezione, destinazione Sila.

In data 26 e 27 maggio i capi della sezione Assoraider Taranto 2 hanno svolto un’importante sopralluogo sull’altopiano della Sila pernottando presso il luogo che ospiterà il prossimo campo estivo di Sezione dal 01 agosto al 12 agosto presso Casa Rosetta Mazza in località Cerviolo – Longobucco (CS) a 1275 m.

La struttura del Branco

La struttura del Branco

La Sila,  un paradiso terrestre ideale per rilassarsi e ossigenarsi, dista circa 250 chilometri da Taranto, un posto indimenticabile, torrenti con specchi d’acqua suggestivi e boschi rigogliosi.

“Il gran bosco d’Italia”, come viene chiamato l’altopiano silano, è entrato nell’immaginario collettivo per le abbondanti nevicate, la bellezza dei laghi e i suoi grandi boschi (il nome Sila deriva appunto da “Silva”, cioè selva, foresta). Da marzo 2016 la Sila è candidata a Patrimonio Mondiale dell’Umanità presso l’Unesco.

Campo Reparto

Campo Reparto

La Sila, un luogo a dir poco affascinante: qui si può sentire l’odore dei boschi quando soffia il vento, lo scricchiolio degli alberi quando scende la neve, il fruscio delle foglie in autunno, il fresco della natura in estate, il suono rilassante dei ruscelli, la serena bellezza dei laghi.

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Un’oasi incontaminata, dove la natura è il solo spettacolo: montagne, verde, laghi, silenzi, fascino e poi l’aria più pura d’Europa – questa è la Sila.

Così descriveva la Sila, nel 1915,  lo scrittore inglese Norman Douglas. “È un venerando altipiano granitico, se non fosse per la mancanza dell’erica con le sue caratteristiche sfumature violacee, il viaggiatore potrebbe credere di essere in scozia. Troviamo lo stesso piacevole alternarsi di boschi e di prati, gli stessi enormi massi di gneis e granito, la stessa esuberanza di acque vive”

Guido Piovene nel suo “Viaggio in Italia” così parlava della Sila. “Questo paesaggio verde di boschi è la montagna vera nel senso nordico: ricorda i paesaggi trentini o addirittura la penisola Scandinava, per un misterioso riaffiorare dell’estremo nord sulla punta meridionale della penisola italiana. Si direbbe che il Mezzogiorno, costretto nelle forme di un paesaggio nordico, si manifesti sotto il travestimento, con un soprappiù di linfa. La Sila è una fantasia del Nord eseguita con il rigoglio meridionale.”

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Il principale scopo del sopralluogo sul posto del campo è stato individuare i percorsi del campo mobile per la Compagnia, individuare possibili Hike per il Reparto, eventuali posti utili per particolari attività del Branco, oltre che iniziare a famigliarizzare con i posti del campo base, immaginando le costruzioni, l’organizzazione e la logistica. Al centro di tutto la sicurezza dei nostri ragazzi.

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Il sopralluogo ha richiesto un intenso sforzo fisico che ha visto impegnati lo staff di Compagnia battersi in bicicletta i vari percorsi per oltre 30 km, mentre lo Staff di Reparto ha chiaramente svolto diverse escursioni a piedi per oltre 20 km di sentieri. A monte di tutto è stato necessario iniziare a farsi già un’idea già da casa nei mesi precedenti, uno studio dei percorsi su carta e on line, individuando possibili attività scaut congeniali ai vari luoghi.

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E’ stato veramente un week end entusiasmante, di quelli che solo l’immersione nella selvaggia natura possono regolare con i suoi odori, rumori e colori.

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Approfittando di uno dei rari momenti in cui siamo stati liberi dalle unità giovanili, la sera del sabato, dopo cena, è venuto anche il momento di aprire uno spazio di riflessione e di crescita dell’intera comunità capi a cura del Presidente Commissario di Sezione attraverso lo strumento della veglia, il cui tema è stato il “pregiudizio”.

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Questo sopralluogo nei fatti si è rivelato un succoso antipasto di tutte le avventure immaginate per i nostri ragazzi al prossimo campo estivo. Stay tuned!