Chi si inganna tradisce se stesso

a cura del Rover Gabriele Marraffa

Noi della Compagnia Nephilim della Sezione Taranto 2 nei giorni dell’8 e 9 febbraio ci siamo riuniti in un pernotto svolto nei locali della sede associativa al fine di completare il giorno successivo i lavori della Sala di Compagnia.

E’ stato un pernotto per noi molto importante poiché erano previste delle cerimonie, ovvero, la totemizzazione del nostro rover Simone Lanza e la Cerimonia di Appartenenza Nephilim del nostro Vice Capo Compagnia Elisa Negro.

Una volta divisi in ronde (ronda cerimonie e ronda attività) ci siamo subito cimentati nell’organizzazione del pernotto, quindi la ronda attività ha compilato un elenco di attività da svolgere mentre la ronda cerimonie ha preparato il materiale per svolgere appunto i riti che avrebbero coinvolto i due.

Visto che a causa dei lavori dell’Impresa della Sala di Compagnia non si giocava da molto tempo, la Ronda Attività ha previsto dalle ore 17.00 alle ore 20.00 diversi giochi ludici tra cui il nuovo “Cala e prendi” e lo “Scalpo bendato”. Due giochi di movimento che ci hanno parecchio coinvolto e anche distrutti.

In attesa della cena, dalle 20 alle 21, ci si è occupati della rifinitura delle Cerimonie da fare in serata. Dopo di che è arrivato il momento della cena e tra i vari “ale ale se magna” e ricordi di campi passati è arrivato dunque il momento di prepararsi per le cerimonie.

La Cerimonia di Appartenenza Nephilim è molto semplice, in genere dovrebbe essere rivolta a tutti coloro che, essendo già in possesso della loro Promessa Scaut, entrano a far parte della Compagnia Nephilim (quindi è in qualche modo collegata soprattutto al passaggio degli esploratori nella nostra Compagnia). Più in generale, essa permette all’interessato di indossare il fazzolettone della Compagnia tramite una formula pronunciata innanzi al Capo Compagnia. Preventivamente tutti i Nephilim scoprono il loro braccio destro e ognuno disegna al suo compagno la runa angelica.

I fazzolettoni di Compagnia sono appesi sulla Spada Mortale che è retta da un Vice Capo Compagnia, mentre un Rover anziano abbassa la forcola in posizione orizzontale davanti al candidato che afferra al contempo la punta della Fiamma di Compagnia e pronuncia quanto segue:

“Sarò la Spada di Raziel, che allunga il suo braccio per colpire il male. Sarò la Coppa di Raziel, offrirò il mio sangue alla nostra missione. Sarò lo Specchio di Raziel; quando i miei nemici mi guarderanno, è il suo viso che vedranno nel mio.

Compirò la missione con il Coraggio degli Angeli. Servirò la giustizia degli Angeli. E la servirò con la Pietà degli Angeli.

Fino alla mia morte sarò un Nephilim. Come tale mi impegnerò a servire il prossimo.”

Il Capo Compagnia, mentre mette al collo il fazzolettone della Compagnia in risposta dice:

“Ti concedo la luce e il fuoco degli angeli affinché illuminino la tua strada nelle tenebre. Perché tu e i tuoi compagni sarete Cacciatori delle Ombre.”

Poi il candidato dovrà bere dalla Coppa Mortale e solo a quel punto potrà ricevere la sul suo braccio destro la Runa Angelica che lo renderà a tutti gli effetti un Nephilim.

Mentre la Cerimonia della Totemizzazione è leggermente più complessa, forse perché per noi è stata la prima volta.

A terra viene disegnata una runa angelica con delle candele o delle torce, successivamente l’interessato gira fra i propri compagni che sono posti in cerchio con un contagocce e una boccetta di vetro in mano, ogni membro della Compagnia dovrà versare nella boccetta tre gocce di acqua e per ognuna ne attribuisce un aggettivo o valore connesso alla personalità dell’interessato.

Va detto che l’acqua per noi in questo caso simboleggia lo Specchio Mortale, ossia il lago Lyn. Infine il Capo Compagnia insieme a tutti i rover anziani leggera un testo scritto dal Consiglio dei Totemizzati che motiva la scelta del nome Totem che viene svelato in chiusura della lettura. Simone Lanza ha ricevuto come nome totem Testuggine Spensierata.

Non poteva poi passare inosservata la firma della Carta di Compagnia sul suo supporto definitivo…visto che al Campo Invernale si era dovuti procedere sul supporto temporaneo della carta pergamenata.

Una volta finite le cerimonie è quindi arrivato il momento più importante di un pernotto, la Veglia, poiché si può esprimere liberamente il proprio pensiero rimanendo però adeguati al tema che per noi era la caccia ad un nuovo Demone, quello dell’Inganno.

A volte è una necessità impellente un meccanismo di autodifesa, ossia un espediente comodo per evitare problemi, per non farsi carico con astuzia delle proprie responsabilità.  Altre volte ancora assume i contorni di una vera e propria macchinazione, un’azione insidiosa ben celata che mediante una rappresentazione falsa della realtà punta ad ottenere un vantaggio doloso sul prossimo che cadendo in errore rimane inconsapevole ostaggio della nostra menzogna. Sto parlando del Demone dell’Inganno. Ci sarà al mondo qualcuno che non hai mai ingannato? C’è differenza tra ingannare e ingannarsi? Molto probabilmente colui che inganna tradisce il prossimo e allo stesso modo chi si inganna tradisce se stesso.
Se essere ingannati significa essere presi in ostaggio dalla volontà altrui che tortura con la non-consegna-della-verità, tradire invece significa consegnare, portare altrove, svelando un segreto, violando un accordo fiduciario o la fedeltà ai propri ideali o  più semplicemente di un affetto emotivo che molto probabilmente non sono più percepiti come veri e autentici.
Le molle dell’Inganno e del tradimento sono probabilmente l’egoismo e la paura. L’egoismo di trarre un vantaggio a danno del prossimo, celato per paura di perdere qualcosa o di non essere accettati dagli altri, è allora che tradiamo noi stessi e di conseguenza il prossimo.
E’ il celebre caso delle maschere PIRANDELLIANE: In una società così liquida e al tempo stesso spietata contro il diverso, è difficile avere il coraggio di essere stessi senza il timore di essere giudicati o addirittura esclusi.  Ecco perché ci si nasconde dietro maschere e si impara a vivere di inganni. Quanto a lungo si è in grado di sopportare questa finzione?
Quanto è difficile essere sempre leali e onesti, sui propri ideali e affetti, innanzitutto con se stessi e di conseguenza con il prossimo?
Sta a voi decidere: se continuare a vivere nella menzogna attraverso false rappresentazioni della realtà e di voi stessi, che nel tempo, rischiano di tradire il vostro vero animo, o se essere persone veritiere, leali ed oneste con voi stessi e con il prossimo.

Ogni rover e scolta in questo intimo momento doveva scrivere e depositare in un’urna un bigliettino anonimo con una citazione oppure con la sua esperienza personale sull’inganno, successivamente a turno si estraeva e si commentava un bigliettino a caso, al termine della veglia tutti noi abbiamo fatto tesoro di ciò che abbiamo letto e ascoltato durante di essa.

Finalmente, dopo uno spuntino notturno e un po di allegra caciara, arriva il momento di andare a dormire…moolto tardi!

Una volta svegliati la mattina seguente (ahimè presto…), ci siamo recati al bar li vicino per fare una ricca colazione utile a ricevere le energie giuste che ci avrebbero aiutato con in lavori della Sala di Compagnia che ci aspettavano.

Già, proprio così, quella mattina la Compagnia Nephilim ha finalmente ultimato i lavori nella propria sala rendendola a tema e accogliente per dei veri Cacciatori di Demoni.
Buona strada!!