Una volta scaut, scaut per sempre

Come ogni anno, tutte le Branche della sezione Taranto 2 si sono riunite il 22 febbraio in occasione della Giornata del Pensiero.

La Giornata del Pensiero (World Thinking Day), è celebrato ogni anno il 22 febbraio, da tutte gli scaut del mondo. È un giorno per riflettere sul senso dello Scautismo, della propria promessa e per rivolgere un pensiero agli altri scaut di tutto il mondo. Questo giorno coincide con la nascita di Robert Baden-Powell, fondatore dello scautismo, e di sua moglie, Olave St. Clair.

Tutta la sezione quest’anno ha trascorso la celebrazione della giornata del pensiero in sede, con attività di animazione tra tutte le branche. Come ogni volta che la sezione si riunisce tutta assieme, c’è sempre la stessa atmosfera di gioia che contraddistingue il nostro movimento. Aldilà delle differenze di età, dal più piccolo lupetto al più anziano raider siamo sempre tutti contenti di trascorre del tempo assieme di ridere scherzare e soprattutto, dopo l’attività di animazione, di rinnovare tutti assieme la nostra promessa Scaut che è quella che ci unisce e che ci rende tutti, in un modo o nell’altro, Fratelli.

Dopo le attività di animazione, la Compagnia Nephilim si è riunita per un gioco notturno, “il gioco degli artificieri”. Consiste nel nascondere una sveglia e cercare di localizzarla con il solo udito.

La veglia aveva come tema l’“Orgoglio”, è stata, come consuetudine, un’occasione per relazionarci tra di noi, guardare faccia a faccia i nostri problemi e confrontarci per risolverli insieme, come solo il roverismo sa fare. Ognuno di noi inoltre ha portato una canzone che descrivesse il suo rapporto con l‘orgoglio, su cui poi si sviluppano man mano le nostre argomentazioni. Questo è stato il cappello introduttivo della Veglia:

VEGLIA PERNOTTO GIORNATA DEL PENSIERO – Per noi Cacciatori delle Ombre, a volte, non c’è niente di peggio che misurarsi con i Demoni più subdoli, quelli che si mascherano sotto false apparenze con intenti non lodevoli. Quelli che ci irretiscono da sempre perché, proprio come il Dio romano Giano Bifronte, hanno di per se due facce, una buona e positiva e l’altra malvagia e negativa.
Allora spesso, le parole non aiutano ad individuare i pericoli e a farci mantenere alta la guardia, perché nell’uso del linguaggio corrente, certe parole perdono il loro significato originale e ci confondono, ci ingannano sulla loro vera natura. Sto parlando del Demone dell’Orgoglio.
Schiere di Nephilim probabilmente potrebbero giurare che l’orgoglio è certamente cosa buona e giusta, fino ad annoverarlo tra le loro qualità personali, ma è poi veramente così?
Il termine Orgoglio si riferisce ad un forte senso di autostima e di fiducia nelle proprie capacità, unito all’incapacità di ricevere umiliazioni  e alla gratificazione conseguente all’affermazione di sé.
Le persone orgogliose sono in genere prive di umiltà e non riconoscono mai i propri errori, ciò impedisce loro di crescere e di migliorare se stessi, persistendo negli errori.  Se qualcosa non va secondo le aspettative dell’orgoglioso, allora questi tende ad arrabbiarsi con i suoi interlocutori.
L’orgoglio di una persona è responsabile di quasi tutta la sua solitudine.
Infatti, a livello degli affetti sociali, la persona orgogliosa non è in grado di ammettere la propria parte di errori verso il prossimo e pertanto tende a tagliare i ponti, ad alzare i muri ed avviarsi ad un progressivo stato di solitudine degli affetti.
Un’espressione comune, sinonimo di orgoglio, è “avere un’alta opinione di sé”.
Si badi bene che l’orgoglio smodato, proprio come un terrificante Cerbero a tre teste, origina altri Demoni Superiori ancor più pericolosi, in quanto comporta quasi sempre un senso di superiorità rispetto alle altre persone originando il Demone della Superbia che spesso si accompagna al Demone dell’Arroganza, e quando tale senso di superiorità si rivela infondato o immotivato allora si scatenano anche i Demoni della Presunzione e della Vanagloria.
Ma allora esiste una giusta misura dell’Orgoglio? Un Orgoglio positivo?
E’ la FIEREZZA , il sentimento del giusto orgoglio, ossia avere la consapevolezza del proprio valore e di dignità che tuttavia non impedisce di essere anche umili e riconoscere i propri errori, in quanto non ci si pone in condizione di superiorità ma di rispetto del prossimo.
Se alcuni di noi sono preda di un orgoglio smodato è anche vero che altri potrebbero vivere e soffrire una carenza eccessiva di orgoglio, determinando scarsa autostima di se e creare forti insicurezze che ci impediscono di affrontare al meglio delle nostre possibilità le difficoltà della vita.
Come sempre nella vita si tratta di avere e maturare un EQUILIBRIO interno e ciò vale soprattutto anche per l’orgoglio.
Scavando dentro il vostro interiore che tipo di rapporto avete con il vostro orgoglio? Siete in grado di determinare il giusto equilibrio per evitare di diventare schiavi dei Demoni Superiori più terrificanti dell’animo umano? Vi siete mai sforzati di lavorare su stessi nel riconoscere tutti i mali che derivano da un orgoglio smisurato o da un orgoglio completamente assente?
Sguainate allora la vostra spada e cominciate una lunga ed estenuante lotta con il vostro Orgoglio, all’inizio non riuscirete nemmeno a distinguerne nell’oscurità i suoi tratti e i suoi contorni più pericolosi, ma pian piano capirete dove mirare con precisi fendenti di “umiltà”, “modestia” e “rispetto”.  Vi posso assicurare che tale lotta non sarà ne facile, ne agevole, ne tanto meno risolutiva, perché il Demone dell’Orgoglio non vi abbandonerà mai…e la sue sue armi preferite sono le catene, con le quali cercherà in tutti modi di rendervi schiavi…schiavi di voi stessi.

La mattina seguente è stata lanciata l’attività nazionale, preparatoria del Rovermoot2020, che speriamo si faccia!
L’ambientazione proposta faceva riferimento ai Mapuche, un popolo amerindo che vive in Cile e Argentina. Costoro hanno la cultura della Ñuke Mapu (Madre Terra), intesa come natura. Lei è ferita e i suoi figli e le sue figlie le stanno chiedendo aiuto. Genko (Spirito delle Acque), Mawida (Spirito della Montagna), e Ta peñi (Spirito delle Foreste), sono solo alcuni degli spiriti della natura che chiedono aiuto.

Dopo esserci divisi in ronde, a ciascuna è stata assegnata uno spirito della natura, su cui bisognerà realizzare un video che renda l’idea del suo “grido di lamento”. Abbiano iniziato poi con una fase di ideazione sul video.

Dopo una lunga fase di ideazione durata quasi tutta la mattina, ci siamo occupati di mettere in ordine i materiali del magazzino, pulire la sala di compagnia e di branco, pulire i fornelletti portatili, e la divisione dei materiali con l’altra compagnia.