Cronaca di un Hike al di sopra di ogni aspettativa

a cura dello Scaut Gabriele Marraffa (Ptg. Giaguaro)

La pattuglia Giaguaro è partita per il suo hike il 2 giugno,  ma i preparativi sono cominciati un paio di settimane prima, quando abbiamo deciso e programmato le attività da svolgere. L’hike è un’escursione con pernottamento, che si effettua insieme alla pattuglia in cui si sceglie per prima cosa una meta e nel nostro caso è stata la Gravina di Petruscio a Mottola. Inoltre l’attività faceva parte di un’attività nazionale denominata Mission Hike, dove abbiamo registrato il percorso fatto a piedi con un’app del cellulare che si chiama View Ranger, al fine di condividere tale percorso con tutte le pattuglie d’Italia.

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Per giungere sul posto abbiamo dovuto prendere un treno da Taranto che ci ha lasciati alla Stazione di Massafra, successivamente abbiamo fatto un lungo cammino di circa 7 km e mezzo precedentemente studiato. Pertanto ci siamo dovuti organizzare per l’acquisto dei biglietti di trenitalia e inoltre abbiamo fatto la spesa necessaria per cenare e fare la colazione il tutto in maniera oculata per ottenere la quota più economica possibile. 

Venerdi 2 Giugno ore 10:30, tutta la pattuglia si è ritrovata davanti alla stazione ferroviaria di Taranto, dove poi abbiamo preso dal binario 1 il treno diretto a Massafra. Dopo poco più di 10 minuti di viaggio siamo arrivati alla stazione di di Massafra da dove è partito il nostro percorso.

Sembrava procedere tutto per il meglio, eravamo abbastanza organizzati, lo scaut Gabriele Marraffa aveva il compito di registrare il percorso con View Ranger, mentre il nostro Capo Pattuglia Eleonora Greco aveva con se la mappa e indicava la strada da prendere.

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Purtroppo rimpiangiamo ancora che Eleonora avesse la mappa e perché lo rimpiangiamo? Bella domanda: la nostra geniale guida ha deciso generosamente di farci percorrere un bel chilometro pieno in più, allungando il percorso (ndr: in realtà si è trattato di soli 300 metri in più). Ma a parte ciò durante il cammino fra cadute, canti, pause e incoraggiamenti al cibo ci siamo divertiti tantissimo e il bello sarebbe ancora dovuto venire quando siamo arrivati un po’ sudati ma vivi.

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Appena arrivati alla Gravina ci siamo buttati a quattro di bastoni sul terriccio cosparso di aghi di pino, poi ci siamo affacciati alla staccionata del belvedere che era posta a precipizio sulla gravina e siamo rimasti incantati da una vista mozzafiato, si potevano scorgere tutte le grotte che si stagliavano sull’altra parete della gravina.

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Abbiamo quindi iniziato a costruire il nostro rifugio di fortuna ed era tutto un battibecco tra chi diceva che era troppo alto e chi troppo basso, ma alla fine lo abbiamo lasciato così come venuto la prima volta.

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Poi  abbiamo deciso di fare un sopralluogo della zona che era ai piedi della parete rocciosa, sembrava una parte di foresta. Da lì a poco abbiamo cominciato a fare la nostra prima attività che prevedeva una caccia all’umo…che in realtà era una caccia al nostro capo pattuglia tutto tramite segni di pista. Dopo di che per noi pattugliotti è iniziato l’inferno…perché era arrivato il momento della segnalazione e con la guida del nostro vice Michele Petio…abbiamo cercato di tradurre una segnalazione in codice morse ma ne è uscita una frase araba se non aliena.

Verso le 19 abbiamo iniziato a fare animazione, infatti dovevamo preparare una scenetta, un ban e una canzone, mentre i capi preparavano la cena. Così dopo la cena abbiamo iniziato il fuoco di bivacco che come tema aveva i ricordi e gli aneddoti del passato. La pattuglia era divisa in due gruppi…uno di nome Koala e uno di nome Castori. La serata è stata magnifica. Finito il fuoco abbiamo iniziato ad aprire il cuore e la mente in una veglia dove abbiamo parlato di ciò che non andava e di ciò che funzionava in pattuglia. Anche questo momento particolare della serata è stato di gran aiuto per rinforzare lo spirito di pattuglia.

Dopo la veglia siamo passati alle cose “serie”, ossia il gioco notturno, un vero e proprio Hunger games con fucili a molla e la notte è diventata un “massacro” fra spaventi e risate.

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Infine è arrivato il momento di andare a dormire, anche se qualche dolore, visto che a causa del telone piccolo ho dormito  metà dentro e metà fuori il rifugio.

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La mattina seguente siamo stati svegliati dalla nostra mascotte Tata (un cucciolo di bulldog francesce) che è venuta a farci “festa” sui nostri sacchi a peli e per questo la dobbiamo ancora ringraziare.

Così dopo la graziosa sveglia ci siamo lavati e cambiati per intraprendere il viaggio di ritorno dove però stavolta non abbiamo sbagliato strada e siamo arrivati alla stazione ferroviaria di Massafra in anticipo di un ora giusto il tempo di riposare dopo un giorno e mezzo di attività, e così si è concluso il nostro bellissimo hike.

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Percorso Massafra – Gravina di Petruscio – Massafra