Il desiderio di piacere, contrapposto alla paura di non riuscirci

a cura della Scolta Valentina Damasi

Il pernotto della Compagnia Nephilim è iniziato il 26 giugno ed è terminato il 27, la nostra esperienza si è svolta nella sede della Sezione Scaut Taranto 2, presso Via Trani 93.

Il pomeriggio del 26 alle ore 18:00, ci siamo riuniti presso la nostra sede, e come stabilito dal programma premeditato, alcuni di noi si sono recati nei supermercati per poter comprare tutti gli alimenti con cui il giorno dopo avremmo pranzato. Il resto della compagnia si è data da fare per poter organizzare tutto il necessario che ci sarebbe servito in serata, per poter guardare tutti insieme la partita di calcio dell’Italia agli europei.

Dopo aver accantonato la spesa negli appositi spazi ed aver sistemato la sala per l’utilizzo multimediale, ci siamo posizionati intorno al tavolo per poter mangiare le pizze che avevamo ordinato precedentemente.

Durante la partita si sono alternati attimi di tensione con momenti di estrema felicità, specialmente visto che la nazionale Italiana ha vinto.

Dopo la partita, ci siamo spostati all’esterno della sezione, dove grazie ad un braciere ricavato da un bidone in metallo e della legna che tenevamo conservata all’interno del magazzino, abbiamo potuto accendere un fuoco.

In seguito all’accensione, ci siamo disposti in cerchio ed il nostro Capo Compagnia ha dato inizio alla preziosa veglia, il quale tema era “La Timidezza”.

Esitazione, ritrosia, impaccio e un pudore superiore alla norma che portano inevitabilmente ad una minor socievolezza. Ai suoi livelli massimi si può manifestare come fobia sociale, con veri e propri attacchi di panico dovuti al profondo senso di inadeguatezza nei rapporti sociali e al sentire gli altri come delle possibili minacce.

Sto parlando del “Demone della Timidezza”, che contrappone spesso il desiderio di piacere, alla PAURA di non riuscirci.

E la timidezza è spesso accompagnata dall’emotività, che si esprime in rossore del viso, sudorazione, incertezza nell’eloquio, tremori, posture goffe, etc. Generalmente una persona timida evita il contatto oculare con l’interlocutore, si esprime con frasi brevi ed evita di porsi al centro dell’attenzione, perché teme moltissimo il giudizio degli altri forse per questo peccando di ORGOGLIO.

La persona timida tirandosi indietro dalla vita, si fa prigioniera di sé stessa, nascondendosi dentro una corazza, “scegliendo la sicurezza della silenziosa prigione della timidezza”.  

La vita di relazione delle persone timide è in genere piuttosto contenuta, dal momento che esse preferiscono relazionarsi con gruppi ristretti di persone approfonditamente conosciute, con le quali si sentono a proprio agio, piuttosto che con gruppi numerosi nei quali sia possibile incontrare persone nuove o poco conosciute. Può accadere per questo che in famiglia e in altri ambienti, che il timido ritiene più sicuri, la sua naturale inibizione relazionale, come forma di compensazione, possa trasformarsi in comportamenti aggressivi, autoritari e prepotenti.

Un aspetto considerato generalmente negativo della timidezza è il fatto che essa impedisca al timido di difendere efficacemente i propri diritti e di esprimere le proprie opinioni davanti ad altre persone, così come accettare o svolgere ruoli di responsabilità in ambiente lavorativo. L’eccessiva emotività inoltre può ostacolare in alcune occasioni particolarmente stressanti la lucidità di pensiero e la capacità di comunicare. Tutto questo è alla base di stati d’animo negativi, disturbi d’ansia, scarsa autostima e, nei casi più gravi, depressione, isolamento sociale, disturbi psicosomatici, che limitano lo sviluppo delle potenzialità personali e la qualità della vita.

Il timido tuttavia può essere in molti casi particolarmente apprezzato per la sua personalità: per i suoi atteggiamenti cauti e sobri, per la sua tendenza a rispettare le regole, la sua attitudine empatica e le sue capacità di introspezione e di ascolto degli altri.

Tuttavia è normale che l’individuo durante la giovinezza si senta un po’ goffo e inadeguato alle varie situazioni che gli si presentano, soprattutto per inesperienza.

Chi è Timido, spesso è introverso. L’Introverso è portato a chiudersi nel proprio mondo interiore per timidezza o per egoistico ed esclusivo interesse verso la propria persona; diffidente o addirittura ostile nei riguardi dei contatti umani e dei rapporti sociali. 

L’introversione è un orientamento tipologico della personalità caratterizzato da un ricco corredo emozionale che, comportando un rapporto con la realtà prevalentemente intuitivo ed empatico, obbliga il soggetto a interrogarsi, in maniera più o meno organizzata intellettivamente, sulla complessità che si cela dietro le apparenze, e quindi problematizza, in maniera e misura diversa, l’adattamento al mondo così com’è.

Il nostro momento di raccoglimento è stato molto speciale, poiché ognuno ha potuto esprimere le proprie modalità di relazionarsi con gli individui più timidi ed introversi.

Una delle considerazioni che più è emersa, è stata la descrizione di questo “demone”(timidezza), nella quale alcuni di noi si sono rispecchiati.

Parlarne tutti insieme è stato bello, perché abbiamo imparato a conoscerci meglio e capirci sempre di più.

Terminata la veglia, abbiamo tirato fuori dai nostri zaini l’occorrente per passare lì la notte, abbiamo steso i nostri sacchi a pelo e ci siamo subito addormentati per poter affrontare la giornata successiva.

La mattina siamo stati svegliati dalla nostra carissima Vice Capo Compagnia Elisa, che ci ha offerto dei cornetti caldi per fare colazione.

Dopo esserci lavati e cambiati, abbiamo prontamente messo gli zaini in spalla e siamo partiti per andare presso Lido Saint Bon, una spiaggia che si trova a Lama- Taranto.

Durante il cammino, il caldo era molto perpetrante e gli scarponi via via diventavano sempre più pesanti.

Appena arrivati al Lido, ci siamo subito gettati in acqua per rinfrescarci.

In acqua abbiamo dato via ad un torneo di “cinque si schiaccia”, un gioco in cui la palla viene schiacciata sulla persona da eliminare, scelta dal quinto che la prende.

Per sopravvivere alle temperature torride ci siamo riparati con degli ombrelloni e delle freschiere, oltre ad avere un santissima borsa frigo con diverse bottiglie di acqua ghiacciata. Intorno alle ore 13.00 abbiamo pranzato con dei panini ripieni di salumi e formaggio, infine verso le quattro e mezza, abbiamo concluso il pernotto con la nostra chiusura di rito e siamo tornati a casa. 

Prossima tappa il Campo Mobile!