Non c’è meta troppo lontana per chi si prepara con la pazienza

a cura di Patrizia Morea (CP Cobra)

Finalmente è arrivato il giorno più atteso dell’anno. Era da tanto tempo che ne parlavamo soprattutto tra noi Capi Pattuglia…perché in fondo era il nostro primo campo da Capi e l’emozione non stava più nella pelle, l’ansia montava a pacchi.

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I giorni precedenti del campo abbiamo sistemato in maniera minuziosa tutto il materiale necessario per questa nostra grande avventura: estote parati!

Il 2 agosto è stato il giorno del raduno per la partenza e appena caricato gli zaini nel pullman e abbiamo salutato i nostri genitori e via si parte in direzione Longobucco. Durante il tragitto abbiamo ballato e cantato a squarcia gola.

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Giunti sul posto ci siamo fermati al campo dei lupetti che si trovava 500 m più giù del nostro, quindi dopo aver scaricato il materiale e gli zaini e ci siamo recati a piedi sul posto che sarebbe diventato il nostro Campo di Reparto.

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Il ricordo del nostro primo giorno è nitido e ovviamente il nostro primo pranzo è stato al sacco, poi con Alessandro ci siamo organizzati per montare le Jamboree nei posti più adatti e abbiamo individuato anche il posto dei vari sotto campi di pattuglia. In un’oretta abbiamo montato tutte le tende, successivamente siamo passati alle costruzioni di pattuglia.

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Il tempo di sistemare zaini e materiali, montare i teloni sopra le mense e la pioggia è caduta improvvisamente giù copiosa ma noi per fortuna eravamo pronti a gestire il primo imprevisto…una pioggia che con intensità diverse ci avrebbe accompagnato in tutti i pomeriggi.

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Arrivata l’ora di cena prendemmo tutte le gavette e scendemmo giù al campo dai lupetti per la cena centralizzata cantando canzoni scout.

Finita la cena tornammo nel nostro accampamento, ci fu la cerimonia più importante del campo cioè l’apertura del Trofeo Hunger Games. Il nostro Capo Reparto chiamò i quattro capi pattuglia e fornendoli di torce cominciò la cerimonia. Ognuno di essi pronunciò la frase ‘’panem oggi panem domani panem per sempre…’’ dopo aver pronunciato la frase ognuno di loro dette fuco al simbolo della Ghiandaia Imitatrice. Ognuno di noi fu registrato con dei cartellini con il simbolo del nostro distretto, nome e cognome con un porta badge al collo.

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Dopo la cerimonia iniziammo il gioco notturno a tema del trofeo: ogni distretto doveva costruirsi una base con il nastro bianco e rosso e al interno ci dovevano stare delle candele che altre pattuglie dovevano accendere e difendere con lo scalpo. Però ogni attaccante doveva trovare Andrea con i fiammiferi e Alessia con le cartucce altrimenti non potevi entrare e accendere le candele.

I distretti che accendevano più candele vincevano. Il gioco venne vinto dal distretto 12( pattuglia Cobra). I giorni successivi incominciammo a cucinare ognuno nelle proprie mense sia pranzo e sia cena mettendo alla prova l’organizzazione di pattuglia e devo dire che è stato al quanto divertente, quando ci si prepara il cibo da soli sembra più buono.

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All’indomani bisognava a costruire le strutture del campo quali: la struttura delle docce, l’arena del fuoco di bivacco, il portale e ovviamente il pennone.

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Allo stesso tempo iniziarono le attività ludiche del Trofeo Hunger Games, ogni giorno c’erano delle partite di tornei sportivi di squadra (Basket Scout, Dodgeball, Bandierina all’Assemblaggio) questi davano il diritto a conquistare degli “Sponsor” che poi potevano essere utilizzati durante il Grande Gioco Finale, inoltre erano anche previsti dei tornei sportivi individuali come tiro a segno con le freccette, tiro con l’arco, le fionde etc. questi invece attribuivano dei punteggi di sopravvivenza che avrebbero avuto un ruolo sempre al grande gioco finale.

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I primi 8 esploratori di ogni gioco individuale partecipavano ogni giorno alla selezione del campione che avveniva diverse prove divertenti e molto competitive.

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Un giorno invece è stata lanciata un’impresa di reparto pionieristica dove ogni pattuglia ebbe un progetto da eseguire per il percorso Hebert ( parco avventura): ci fu chi costruì il passaggio alla marinara, chi il ponte tibetano, chi invece il sali e salta e la rete. Infine, ognuno di noi doveva eseguire il percorso in minore tempo possibile e senza commettere penalità.

A sua volta anche il Percorso Hebert era inserito come attività sportiva individuale a punteggio.

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Le nostre serate sono trascorse piacevolmente, si alternava il fuoco di bivacco con i giochi notturni e le veglie. Per quanto riguarda i fuochi di bivacco, sono stati 4, tre in forma di Missione di Pattuglia (Cobra, Falchi/Leoni e Giaguaro) più uno organizzato da tutto il Reparto dove ha partecipato tutta la Sezione.

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Per l’organizzazione dei fuochi di bivacco la Pattuglia che curava la missione doveva curare sia l’aspetto pirotecnico del fuoco con diverse tecniche di accensione, sia l’animazione vera e propria del fuoco. Per l’occasione abbiamo sperimentato un’arena di fuoco diversa dal solito con un fondale illuminato da candele messe dentro dei barattoli forati.

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Il secondo gioco notturno è stato una bellessima variante del Laser Imbattibile, un gioco molto combattuto dove noi ci siamo risciuti a calare completamente nello Spirito Hunger Games. Le veglie invece, gestite da Andrea, si svolgevano all’interno di un quadrato di reparto fatto in pali e riparato dal vento coi teloni, esse prendevano spesso spunto dalle letture di bellissimi passi del romanzo di Hunger Games che ci hanno offerto diversi spunti di riflessione su noi stessi.

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Chiaramente l’attività di punta dell’intero campo è stato ovviamente il nostro Hike di Pattuglia e decisamente non ci siamo fatti mancare niente, oltre le bellezze dei panorami e le difficoltà del percorso del Monte Sordillo, nell’ultimo chilometro vicino al Vivaio abbiamo beccato una forte pioggia…quindi ci siamo dovuti riparare dapprima con i nostri poncho, poi quando la pioggia ha definitivamente rinforzato ci siamo fermati e riparati sotto un telone.

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Questo imprevisto ha portato i nostri capi a farci cambiare all’improvviso il posto di pernottamento e con il furgone ci hanno portato sul bellissimo Lago Cecita, li dopo aver montato il nostro rifugio abbiamo fatto l’attività delle tracce e infine discusso la veglia di pattuglia su tre bellissimi racconti che lo staff ci aveva inserito nella busta di missione.

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Chiaramente l’altro momento di punta del campo è stato il supermegafantastico Grande Gioco Hunger Games, che è stato elettrizzante visto che aveva anche le colonne sonore diffuse dalle casse dell’auto, c’erano diverse armi e munizioni e vite da conquistare alla cornucopia, ogni distretto poi aveva una zona franca dove poter rifiatare e ogni tot gli Strateghi lanciavano una missione speciale dove i vari campioni selezionati potevano vincere dei super poteri, ossia la pattuglia poteva impersonare le diverse “piaghe” presenti nella battaglia finale, quella del fuoco, degli aghi inseguitori e degli ibridi lupo. Persino procurarsi il pranzo ha fatto parte del gioco. E’ stato bellissimo.

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L’ultima sera abbiamo festeggiato al campo dei lupetti insieme ai rover nella tradizionale festa di fine campo con un video finale realizzato dalla Compagnia Overland, in chiusura c’è stata la premiazione del Trofeo vinto dalla Pattuglia Falchi/Leoni e sono stati consegnati diversi brevetti tra cui diversi Ranger a Martina Andrisani, Patrizia, Gabriele, Aldo e Giulia.

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Il campo è finito e le nostre aspettative non sono state tradite, tra un anno…un altro campo ci aspetta!